Barbara & Rosa Maria

Conosco l’Associazione Sulla Strada da tanti anni e, fin da subito, me ne sono innamorata. Cercavo da tempo un modo per mettermi al servizio dei più poveri, dei più fragili, per restituire un po’ della fortuna che sento di aver ricevuto.

Per questo ho deciso di partire per un’esperienza di volontariato in Guatemala: un salto nel vuoto, un’avventura che non avevo mai fatto prima ma che ho sempre avuto nel cuore.

L’Associazione Sulla Strada organizza Missioni Sanitarie nel villaggio La Granadilla. Ma cosa potevo fare io? La risposta è stata più semplice del previsto: potevo dare una mano in quelle mansioni che mi riescono meglio. Nel mio caso, la gestione della cucina e della spesa, la preparazione dei pasti per tutti i volontari, prendermi cura – insieme agli altri volontari “di supporto” – dei medici e infermieri che, di giorno, sono occupati nelle visite.

È stato bello trovare “il mio posto” in un luogo così distante da casa.

E poi, un giorno, è successa una cosa straordinaria.

Mi trovavo nel poliambulatorio Yatintò, durante la mia prima missione in Guatemala. Avevo appena portato il caffè ai volontari impegnati nelle visite e mi ero intrattenuta a fare due chiacchiere. In quel momento è arrivata Lorella, la coordinatrice dei progetti, che, parlando quasi tra sé, mi racconta di essere preoccupata per una bambina, Rosa: aveva un problema al cuore, la famiglia avrebbe dovuto farle fare controlli periodici ma non poteva permetterselo.

La povertà, spesso, porta le persone a non ribellarsi al destino, ad accettare acriticamente ogni condizione. Lorella sapeva che avrebbero accettato, eventualmente, anche la morte prematura della piccola.

Ma se è solo un problema economico, potremo pur fare qualcosa. Io voglio fare qualcosa!” Le parole sono uscite dalla mia bocca senza neanche pensarci, non lo avevo programmato. Sarà stato il nome di questa bambina, che si era insinuato nel mio cuore – io sono di Viterbo, Santa Rosa è la nostra patrona e da sempre ne sono affascinata – ma sentire la sua storia mi ha smosso qualcosa dentro. Sapevo che Sulla Strada aveva attivato il Sostegno a Distanza per alcuni bambini della scuola, soprattutto per quelli che avevano bisogno di particolari cure e attenzioni, e quindi mi sono fatta avanti.

Non so se sono stata io a scegliere il Sostegno a Distanza o se è stata la vita a scegliere per me. Ma da quel giorno, il mio cuore si è riempito di amore per questa bambina così schiva, timida e silenziosa eppure sempre vigile e attenta, dagli occhi curiosi e dall’animo dolce.

Il Sostegno a Distanza è uno strumento speciale per prendersi cura di chi ha più bisogno. Con Rosa Maria sento un legame profondo, la penso spesso e vengo periodicamente aggiornata sulle sue condizioni dall’Associazione Sulla Strada.

Il mio proposito, con questo sostegno periodico, è di aiutare la famiglia di Rosa a prendersi cura di lei e dei suoi fratelli e sorelle. Quello di Sulla Strada, anche con il supporto di noi donatori, è di offrire ai bambini del villaggio un’istruzione di qualità e l’attenzione alla salute, per far sì che possano costruirsi un futuro diverso da quello di povertà e sottomissione delle loro famiglie. Soprattutto, di liberarsi dal lavoro schiavo sulla polvere da sparo.

Sostenere a Distanza Rosa Maria è il mio contributo a questo bel sogno che, con l’aiuto di tutti, sta diventando sempre più una realtà!

Associazione Sulla Strada OdV

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Tel: 335.6006640

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Lun - Ven dalle 09:00 alle 18:00

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