Home > Educazione > Le vacanze non sono per tutti uguali: cosa ci insegna il Guatemala sulle disuguaglianze educative.

Le vacanze non sono per tutti uguali: cosa ci insegna il Guatemala sulle disuguaglianze educative.

Quando la scuola chiude, non tutti i bambini hanno le stesse opportunità. In Italia la lunga pausa estiva può accentuare la povertà educativa; in Guatemala, al Cerro La Granadilla, può significare il ritorno al lavoro nella produzione pirotecnica. Per questo la escuela vacacional continua a offrire uno spazio sicuro anche quando finiscono le lezioni.

Questa estate (come tutte le estati) in tutta Italia, le scuole hanno chiuso i battenti fino a settembre. Un’estate di pausa che, come racconta un articolo di Vita.it, dura tra le 12 e le 14 settimane: una delle più lunghe d’Europa. Per molte famiglie, questo tempo significa soprattutto una cosa: come conciliare lavoro e cura dei figli, senza spendere una cifra che in media si aggira sui 530 euro a bambino solo per coprire parte delle settimane di chiusura.

Non è un dettaglio organizzativo. WeWorld e Mammadimerda, che con la petizione “Ristudiamo il calendario” hanno raccolto oltre 75mila firme, parlano di un vero rischio educativo: il *summer learning loss*, la perdita delle competenze acquisite durante l’anno, che colpisce soprattutto i bambini delle famiglie con meno risorse. Chi può permetterselo continua ad accedere a esperienze educative e culturali. Chi non può, resta indietro. Una famiglia su due segnala difficoltà dei figli nella ripresa a settembre; un genitore su venti ha rinunciato a un’opportunità di lavoro per gestire l’estate dei figli.

È un problema italiano. Ma non è solo italiano.

Quando la scuola chiude, in Guatemala si torna al lavoro.

Al Cerro La Granadilla, la fine dell’anno scolastico non porta lo stesso tipo di vuoto che si vive in Italia. Ne porta un altro, più duro. Molti bambini che durante l’anno frequentano la scuola Abuelita Amelia Pavoni, appena finite le lezioni, tornano a lavorare nella produzione di fuochi d’artificio: un settore che in Guatemala vale, nel solo commercio formale, oltre 15 milioni di dollari l’anno, oltre a una produzione informale che entra direttamente nelle case delle famiglie più povere. Materie prime e polvere da sparo arrivano lì, il montaggio si fa a cottimo, senza protezioni. Le organizzazioni internazionali, tra cui l’OIT, classificano questo lavoro tra le peggiori forme di lavoro minorile al mondo.

Stessa parola, “vacanze”. Stesso vuoto, quando la scuola smette di essere un luogo protetto. Ma dove in Italia il rischio è restare indietro con l’apprendimento, in Guatemala il rischio è restare esposti a un lavoro pericoloso, a quattro anni, a sei, a otto.

La escuela vacacional: le porte che restano aperte.

Per questo, alla scuola Abuelita Amelia Pavoni, non lasciamo che le settimane tra la fine e l’inizio dell’anno scolastico diventino un vuoto da riempire con il lavoro. Con la escuela vacacional teniamo aperte le porte anche quando le lezioni finiscono: laboratori, gioco, sport, occasioni di formazione attraverso l’arte. Non è un dopo-scuola: è la continuazione dello stesso patto che facciamo con questi bambini durante l’anno intero, qui puoi essere un bambino, non un lavoratore.

Un bambino con le mani occupate a dipingere, o a imparare, è un bambino al sicuro. Che sia in un centro estivo italiano che la sua famiglia fatica a permettersi, o al Cerro La Granadilla, dove l’alternativa è un cortile pieno di polvere da sparo.

Una disuguaglianza che non ha una sola forma.

Il calendario scolastico italiano e il lavoro minorile guatemalteco non sono lo stesso problema. Le cause, le proporzioni, le conseguenze sono diverse, e sarebbe superficiale metterle sullo stesso piano. Ma la radice è la stessa: quando manca un luogo sicuro, protetto, accessibile, a pagarne il prezzo sono sempre i bambini che hanno meno. E la risposta, ovunque, parte dallo stesso principio: tenere aperti spazi dove restare bambini, invece di lasciare che il vuoto si riempia da solo.

È quello che chiede WeWorld al governo italiano. È quello che proviamo a fare noi, ogni anno, a La Granadilla.

Cos’è la escuela vacacional?

È il programma che la scuola Abuelita Amelia Pavoni attiva nelle settimane tra la fine e l’inizio dell’anno scolastico: laboratori, gioco, sport e attività artistiche per i bambini che altrimenti tornerebbero a lavorare nella produzione di fuochi d’artificio.

Perché il lavoro minorile nella pirotecnica è così diffuso in Guatemala?

Perché gran parte della produzione avviene informalmente nelle case delle famiglie più povere, attraverso il montaggio domiciliare: un sistema in cui il rischio ricade su chi lavora, spesso minori, mentre il profitto resta a monte, nelle mani di chi controlla licenze e materie prime.

Come sostenere la escuela vacacional?

Il progetto Scuola e Alimentazione, di cui la escuela vacacional fa parte, si sostiene soprattutto grazie al Sostegno a Distanza: 30 euro al mese permettono di garantire continuità a laboratori, pasti e attività anche nei mesi in cui le lezioni si fermano. Chi preferisce un gesto senza impegno mensile può destinarci il [5×1000](https://sullastrada.org/come-aiutarci/dona-il-5×1000/), oppure sostenere direttamente il progetto Scuola e Alimentazione.

*Fonte dei dati relativi all’Italia: Vita.it, “Da oggi tutte le scuole sono chiuse fino a settembre: al via l’estate delle disuguaglianze”, 16 giugno 2026.

Ogni progetto esiste grazie al sostegno di chi sceglie di esserci.

Scopri i diversi modi con cui puoi sostenere le attività di Sulla Strada e contribuire a creare nuove opportunità per bambini, ragazzi e famiglie.