Una bambina arrivata dalla Mauritania per curarsi
Da più di un mese, nella Casa Terra di Lilliput, abbiamo accolto una bambina di nome F. e sua madre. Arrivano dalla Mauritania, dopo un viaggio lungo ed estenuante, verso un Paese che si è reso disponibile, grazie alle sue strutture ospedaliere, ad accoglierla e a tentare di salvarle la vita.
F. ha un grave tumore alla pancia. Quando è arrivata, in molti temevano che non avrebbe retto la chemioterapia. E invece no. Ha resistito da subito e non ha mai smesso di essere allegra, simpatica, intelligente. In poche settimane è diventata la mascotte del reparto dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, dove è ricoverata.
C’è qualcosa di disarmante nel coraggio di una bambina che, nel mezzo di una battaglia così grande, trova ancora spazio per un sorriso. Ed è forse proprio questo, la sua capacità di restare se stessa anche nella malattia, che ha conquistato chi le sta intorno.
Una fiducia costruita giorno dopo giorno
Sua madre non la lascia mai. Quasi mai. Solo qualche volta, per fare due passi con le volontarie dell’associazione Sulla Strada o per tornare a casa a cambiarsi. Ma anche in quei momenti non lascia sola la figlia, se non c’è con lei una delle nostre volontarie.
È una fiducia che si costruisce giorno dopo giorno, ora dopo ora, accanto a un letto d’ospedale, in un Paese che non è il proprio, in una lingua che ancora è tanto difficile da capire. Ci sono volute settimane perché quella fiducia diventasse abbastanza solida da convincerla, un pomeriggio, a lasciarsi accompagnare per una piccola passeggiata al Gianicolo: un gesto piccolo, ma enorme per chi da settimane non si allontana dal letto della figlia.
La rete di affetto delle volontarie di Sulla Strada
Nel gruppo chat delle volontarie di Sulla Strada c’è un concentrato di solidarietà e affetto che imbarazza. Giorno dopo giorno, è la storia di una presenza d’amore che non manca mai.
C’è chi porta a lavare i vestiti di F. e cerca di riportarli puliti il prima possibile. C’è chi si organizza per non lasciarla mai sola, coordinandosi su chi va e quando, e chi, con delicatezza, sa anche capire quando è meglio lasciarla riposare, come nei giorni di chemioterapia. C’è chi resta con lei fino a sera, gioca con lei, la guarda mangiare, o non mangiare, uno spicchio d’uovo sodo o una fetta d’anguria, e gioisce per ogni piccolo boccone in più.
Ci sono poi le notizie mediche, condivise con attenzione da chi segue più da vicino il quadro clinico: un giorno la chemio va rimandata perché le piastrine sono un po’ calate, un altro arriva la notizia che l’ossigeno ad alta intensità può finalmente essere sospeso. Piccoli passi, raccontati con la stessa cura con cui si racconterebbe la salute di una figlia.
E poi ci sono i momenti di leggerezza che solo una bambina sa creare: la sorpresa di un pacco consegnato in ospedale, i saluti al papà in videocall, la scoperta, fatta quasi per caso, che F. ha una sorella già sposata e un fratello più grande, lontani ma sempre presenti nei suoi racconti.
Un giorno, per la prima volta, l’hanno vista piangere. Non per la malattia, ma per un cerotto sul collo che le dava fastidio. Le infermiere lo hanno allentato e lei è tornata tranquilla.
I piccoli gesti che diventano una forma di cura
Sono dettagli piccoli, ma è proprio nei dettagli piccoli che si misura una presenza vera: chi c’è, chi nota che un cerotto stretto dà fastidio, chi si accorge se oggi ha mangiato solo un boccone, chi festeggia una passeggiata al Gianicolo come una piccola vittoria.
Un orsacchiotto da stringere nel letto d’ospedale
C’è un’immagine, tra tutte, che racconta bene cosa significhi essere accanto a una bambina in un momento come questo. Un giorno F. aveva espresso un desiderio semplice: un orsacchiotto da abbracciare nel letto d’ospedale.
Le volontarie di Sulla Strada non l’hanno fatta aspettare: gliene hanno regalato uno enorme, morbido, vestito con un abitino a fiori. Nella foto di quel momento, F. fa il segno della vittoria con le dita, sorride e stringe a sé il suo nuovo compagno di stanza.
Dietro di lei, attaccati al muro, ci sono disegni e biglietti con su scritto “grazie”, piccoli segni lasciati da chi, come lei, ha attraversato quello stesso reparto. Perché in un momento come questo, quando si è lontani da casa, dalla propria famiglia, dalle proprie abitudini, la solitudine può pesare quanto la malattia stessa.
E allora una presenza costante, gratuita, scelta ogni giorno da tutte le volontarie di Sulla Strada diventa una forma di cura che va oltre la terapia medica.
La Terra di Lilliput: perché nessuno resti solo
La Casa Terra di Lilliput nasce proprio per questo: perché nessuno debba affrontare tutto questo da solo. Crediamo che la salute sia un diritto di tutti. E se qualcuno deve avere la precedenza, noi scegliamo i più piccoli tra i poveri. Come F.
A chi dona il proprio tempo, i propri gesti, la propria pazienza, alle volontarie di Sulla Strada, va la nostra gratitudine più sincera. Perché accanto a una bambina che lotta per la vita, ogni sorriso portato, ogni ora di compagnia, ogni piccolo regalo pesa più di quanto si possa immaginare.
Dopo dieci ore di intervento, una bellissima notizia
F. ha continuato a lottare. E non lo ha fatto da sola. L’intervento all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è durato dieci ore e i medici sono riusciti ad asportare un tumore di quasi cinque chilogrammi.
Dopo giorni di attesa e apprensione, possiamo finalmente condividere una bellissima notizia: F. è uscita dalla terapia intensiva, sta bene e ha iniziato il suo percorso di recupero.

F. nella sua stanza al Bambin Gesù.
È un momento di grande gioia per sua madre, per le volontarie e i volontari della Terra di Lilliput, per il personale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e per gli amici dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, che in queste settimane le sono stati accanto con competenza, affetto e dedizione.
Durante le lunghe ore dell’intervento, la chat delle volontarie di Sulla Strada non si è mai fermata: c’era chi aspettava notizie, chi pregava, chi mandava un pensiero e chi continuava a essere vicino alla mamma di F.
Il cammino non è finito. F. dovrà affrontare il recupero e proseguire il suo percorso di cura, ma oggi vogliamo fermarci un momento per dire grazie: ai medici e al personale sanitario che hanno reso possibile questo risultato, a chi ha accompagnato F. e sua madre fin dal loro arrivo in Italia, alle volontarie e ai volontari che hanno donato tempo, presenza, pazienza e affetto, e a tutte le persone che hanno seguito la sua storia con un pensiero, una preghiera o un messaggio di vicinanza.
Un ringraziamento particolare va all’Associazione 1514 Oltre il Muro di Padova, che ha lavorato affinché F. e sua madre potessero arrivare in Italia, ricevere le cure necessarie ed entrare in contatto con il progetto La Terra di Lilliput di Sulla Strada OdV.
F. non è mai stata sola in questo lungo mese. E non lo è neppure adesso, mentre comincia il suo percorso di recupero.
Con il tuo contributo possiamo garantire accoglienza, cura e presenza alle famiglie che arrivano a Roma con figli bisognosi di cure pediatriche salvavita.