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La Terra di Lilliput: a Roma una casa per le famiglie in cerca di cure pediatriche

A Roma nasce La Terra di Lilliput, la nuova casa di accoglienza di Sulla Strada OdV per famiglie che arrivano da lontano con figli bisognosi di cure salvavita. Un progetto reso possibile dal dono di Orietta Mancini e dalla rete di volontari che lo sostiene.

Una casa nata da un gesto di generosità

Un appartamento a Roma, donato da Orietta Mancini, diventa un luogo di calore e speranza per chi arriva da lontano in cerca di cure salvavita per i propri figli.

Sabato 9 maggio 2026 è stata inaugurata La Terra di Lilliput, la nuova casa di accoglienza di Sulla Strada OdV, nata per offrire un rifugio sicuro e umano alle famiglie che giungono a Roma per far curare i propri figli negli ospedali pediatrici d’eccellenza della capitale.

La casa è nata grazie a un gesto di straordinaria generosità: Orietta Mancini ha scelto di lasciare i suoi averi ai bambini più vulnerabili, e il suo dono si è trasformato in un luogo concreto di accoglienza e speranza.

Il giorno dell’inaugurazione

La giornata dell’inaugurazione – come racconta Lorella, la coordinatrice dei progetti di Sulla Strada – è stata “semplice e bellissima”: una casa piena di persone, di sorrisi, di emozione sincera.

Tra gli abbracci e la presenza di tanti amici di Sulla Strada e di Orietta, si percepiva con chiarezza il senso profondo di questo progetto: nessuna famiglia dovrebbe affrontare da sola il dolore e la fatica della malattia di un figlio.

Le prime famiglie accolte

Già nei prossimi giorni quelle stanze inizieranno a riempirsi di vita vera. Arriveranno F., di undici anni, e sua madre, provenienti dalla Mauritania. F. sta molto male e verrà accompagnata direttamente all’Ospedale Bambin Gesù per le prime visite e valutazioni mediche. Lasceranno la loro casa e ogni certezza per tentare di accedere alle cure: un viaggio lungo e difficile, affrontato con quella forza silenziosa che appartiene a tante madri nel mondo.

Roberto Noviello, presidente dell’associazione “1514 Oltre il Muro” che ha segnalato il caso, ha detto senza mezzi termini: “Se non c’eravate voi, era la morte.”

La Terra di Lilliput nasce esattamente per questo: offrire un luogo caldo, sicuro e umano alle famiglie che arrivano in Italia per cure salvavita pediatriche e che spesso si trovano sole, spaesate e fragili di fronte a una città anonima e costosa come Roma.

Una riflessione del nostro presidente

Carlo, il nostro presidente, ci ha condiviso un pensiero profondo sull’apertura di questa casa, che vogliamo riportare qui integralmente, perché esprime meglio di qualsiasi sintesi il cuore e la visione di questo progetto.

di Carlo Sansonetti

L’Associazione Sulla Strada è sempre stata attenta alle marginalità, ai grandi problemi strutturali che portano, ad esempio, allo sfruttamento diabolico dei bambini in lavori pericolosissimi, come la manipolazione della polvere da sparo, o turpi, come quello di essere spinti violentemente a prostituire il loro corpo.

Per questo ci siamo impegnati, nel corso di venticinque anni, a strutturare un progetto di riscatto della dignità e della coscienza dei bambini lavoratori nei fuochi d’artificio.

Ma oggi vogliamo dare testimonianza anche dell’attenzione a un piccolo particolare che spesso sfugge ai più: quello delle famiglie che, trovandosi nell’angoscia di un figlio piccolo che lentamente si avvia verso la morte a causa di una malattia difficilmente curabile se non attraverso ospedali costosissimi, arrivano fino a Roma per cercare di salvare e guarire il proprio figlio in ospedali pediatrici che sono eccellenze nel mondo.

Dopo il ricovero del bambino, però, alle famiglie rimane un problema gravissimo: come sostentarsi in una città che molto spesso è anonima, ma che è sempre estremamente costosa, infinitamente più costosa rispetto al mondo rurale e periferico dal quale provengono. Non sanno dove dormire, non sanno dove posare il capo.

Ed ecco allora che apriamo una casa che possa accoglierli con un’empatia e una carica umana fuori dall’ordinario, perché sappiano immediatamente di essere a casa loro e possano vivere il dramma del loro figlio senza dover sottostare anche alle crudeli regole del mercato per il proprio sostentamento.

Una rete di persone attorno al progetto

In questi giorni sentiamo forte la gratitudine per tutte le persone che hanno creduto in questo sogno e lo hanno reso possibile: chi ha donato, chi ha lavorato, il grande gruppo di volontari romani formatosi attorno al progetto, chi ha incoraggiato, chi continua a camminare accanto a noi. Siamo felici di sentire Orietta presente in questo bel progetto appena nato e la rivediamo anche in tutti i suoi amici, che con slancio si sono candidati come volontari di questo approdo sicuro per naviganti in difficoltà.

Ti chiediamo di accompagnare F. e sua mamma con il pensiero, con l’affetto e, se credi, anche con una preghiera. Speriamo davvero che tutto possa andare per il meglio.

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