8 marzo 2026

Lo sguardo che riconosce il valore delle donne

Sono più della metà della popolazione mondiale, eppure il mondo non è ancora costruito pensando anche alle donne.
In molti ambiti – dalla medicina alla ricerca, dall’istruzione alla vita quotidiana – si continua a considerare il maschile come universale, come neutro. Ma non è così.

L’8 marzo non è, e non deve essere, una ricorrenza simbolica. È un momento per fermarsi e ricordare una verità semplice: una comunità cresce davvero quando donne e uomini possono contribuire insieme, con pari dignità e pari opportunità, al bene di tutti.

Eppure, questo equilibrio non è ancora una realtà. In molte parti del mondo – seppur con intensità diverse – alle donne è ancora negato lo spazio per esprimere pienamente le proprie capacità, prendere decisioni sulla propria vita e partecipare alla costruzione della comunità.

Celebrare l’8 marzo non significa separare o contrapporre, ma rendere visibile un valore che troppo spesso resta nell’ombra e continuare a lavorare perché donne e uomini possano condividere responsabilità, diritti e possibilità nel costruire un futuro più giusto.

“LEI È”: RICONOSCERE, DARE VOCE, COSTRUIRE POSSIBILITÀ

È da questo sguardo che nasce “Lei è”, il percorso che Sulla Strada porta avanti in Guatemala insieme all’associazione locale AGIMS – Asociación Grupo Integral de Mujeres Sanjuaneras.

Il progetto prende forma in alcune comunità rurali del municipio di San Raymundo – Cerro la Granadilla, Edén, Limones e Parcelas – territori segnati da isolamento geografico e difficoltà di accesso ai servizi essenziali. In questo contesto molte donne vivono situazioni di vulnerabilità sociale ed economica, spesso accompagnate da dinamiche di violenza che incidono profondamente anche sulla vita dei figli e delle figlie.

Il lavoro che stiamo portando avanti parte da un gesto semplice: vedere.

Vedere le donne, incontrarle nelle loro case, ascoltare le loro storie e costruire con loro relazioni di fiducia attraverso visite domiciliari, percorsi di supporto psicologico e legale e momenti di accompagnamento psico-sociale.

Ma questo “vedere” non è solo uno sguardo attento.
È il primo passo per dire qualcosa ad alta voce, con forza:

Lei è.

Lei esiste.
Lei ha diritti.
Lei ha dignità.

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Per questo il progetto affianca ai percorsi di ascolto anche attività di empowerment e autonomia: laboratori di agricoltura sostenibile, creazione di orti comunitari, momenti di formazione e spazi di mutuo aiuto tra donne, perché la libertà passa anche dalla possibilità di costruire il proprio futuro.

Accanto a questo lavoro con le donne, il progetto coinvolge anche gli adolescenti della comunità in percorsi di educazione affettiva e di genere, per promuovere relazioni fondate sul rispetto, sul consenso e sulla pari dignità tra uomini e donne.

UNO SGUARDO CHE APRE IL FUTURO

Riconoscere una persona significa restituirle spazio nella comunità.
E quando una donna trova voce, forza e possibilità, il cambiamento non riguarda solo lei: riguarda i figli, le famiglie, l’intero tessuto sociale.

In questa Giornata Internazionale della Donna vogliamo ribadire con forza il nostro impegno al fianco delle donne indigene maya, con la convinzione che ogni percorso di giustizia inizi da uno sguardo capace di riconoscere l’altro.

Uno sguardo che sappia dire, senza esitazioni: lei è.