L’Istituto Tecnologico Orietta Mancini

Un futuro che si costruisce mattone dopo mattone

Tra le colline di San Raymundo c’è un luogo che ogni giorno cambia volto.
Si sentono martelli, voci, passi veloci sulla ghiaia: sono i lavori dell’Istituto Tecnologico Orietta Mancini, un sogno che stiamo trasformando in formazione, scuola, possibilità.

Le pareti stanno crescendo con una cura che non è solo tecnica, ma profondamente umana.
Ogni finestra aperta, ogni aula che prende forma, porta con sé venticinque anni di presenza accanto ai bambini di questa zona. È come se il futuro, finalmente, avesse deciso di fermarsi qui.

Abbiamo unito il sogno di Orietta Mancini, di cui vi abbiamo già parlato qui, con il progetto che avevamo già presentato con successo alla Conferenza Episcopale Italiana (CEI): abbiamo unito le risorse per finanziare i lavori edilizi che ora, a un anno di distanza, sono praticamente terminati.

Tra pochi mesi al villaggio La Granadilla sarà possibile proseguire gli studi oltre le medie, con i corsi di specializzazione offerti dall’Istituto Teconologico Orietta Mancini e un laboratorio tecnico, dove i ragazzi e le ragazze potranno trasformare la teoria in pratica.

Oltre al laboratorio tecnico, la CEI ha sovvenzionato anche un convitto dove troveranno ospitalità i ragazzi e le ragazze che abitano lontano e che vorranno frequentare i corsi scolastici senza affrontare lunghi viaggi per raggiungere l’Istituto.

A febbraio apriremo tre nuovi corsi didattici, tre strade concrete verso un domani più libero.
E c’è un fatto che ci riempie di orgoglio: il Ministero dell’Educazione del Guatemala ha già assegnato i docenti, ancora prima che l’Istituto fosse completato. Un riconoscimento raro, che parla da solo.
Significa che lo Stato guatemalteco vede, conosce, e considera serio il lavoro che Sulla Strada porta avanti da decenni.
Significa che non siamo più solo “quelli dell’ONG”: siamo parte della crescita educativa di questo territorio.

E la cosa più bella è questa:
i ragazzi che oggi frequentano la nostra scuola primaria e media, l’anno prossimo potranno accedere al liceo… gratuitamente.
Per le famiglie, molte delle quali vivono con pochissimo, è una porta che si apre sul mondo. È la possibilità di studiare senza dover lasciare i campi, senza viaggiare ore, senza rinunciare.

In questi mesi, mentre vediamo gli operai al lavoro e gli spazi prendere forma, pensiamo spesso a lei: Orietta Mancini.
È grazie al suo lascito, alla sua generosità silenziosa, che tutto questo sta diventando realtà.
Orietta non ha mai camminato per le strade di San Raymundo, ma oggi la sua presenza è qui, nelle fondamenta, nelle aule, nella luce che entrerà dalle finestre.
E soprattutto negli occhi dei ragazzi che potranno studiare grazie a lei.

L’Istituto Tecnologico Orietta Mancini non è solo un edificio.
È un ponte tra passato e futuro.
È il frutto di una comunità che crede nell’educazione come strada di libertà.
È un sì che continua a generare vita.

E quando, a febbraio, ascolteremo le voci dei primi studenti riempire quelle aule ancora profumate di nuovo, sapremo che ogni gesto, ogni donazione, ogni passo fatto insieme ha portato fin qui.

Un futuro si costruisce così: con dignità, con costanza, con amore.
Mattone dopo mattone.
Sogno dopo sogno.