Il Riscatto di Abya Yala
Seminario e Tavola Rotonda con enti partner in America LatinaSulla Strada compie 25 anni: un quarto di secolo di impegno al fianco dei più piccoli dei poveri, di cammino precario, di vita scomoda.Ā
E sono 25 anni che Sulla Strada si interroga su quale sia il modo migliore per essere “al fianco” della popolazione maya del villaggio La Granadilla. La Cooperazione allo Sviluppo, per come la intendiamo noi, deve essere scevra da ogni retaggio coloniale, da ogni pregiudizio culturale e storico, libera soprattutto dalla retorica che vede nel sistema socioeconomico occidentale l’unico possibile, quello “giusto”, da esportare.
Ancora oggi, a distanza di 25 anni, continuiamo a interrogarci sul metodo da adottare e vogliamo farlo in compagnia di amici che abbiamo incontrato lungo la strada e che, come noi, continuano a mettersi in discussione.Ā
CosƬ ĆØ nata l’idea del Seminario e Tavola Rotonda dal titolo “Il riscatto di Abya Yala, decolonizzare la Cooperazione in America Latina”, che si terrĆ sabato 4 ottobre 2025 preso la Casa Internazionale delle Donne, a Roma.
L’introduzione del seminario ĆØ stata affidata a Carlo Sansonetti, nostro fondatore e attuale presidente. Pubblichiamo qui l’abstract del suo intervento, invitandovi tutti a partecipare!
“CONQUISTA E COLONIZZAZIONE: COME USCIRNE” (il caso paradigmatico del Guatemala)
di Carlo Sansonetti

Il nostro Convegno vuole disintegrare il mito per cui le azioni dei colonizzatori erano state guidate da una presunta nobiltĆ dei valori della civiltĆ occidentale e cristiana. Questi ultimi sono stati piuttosto la cappa ideologica che ha giustificato la barbarie che ha accompagnato la conquista, che cosƬ si ĆØ rivelata uno degli atti di maggiore violenza nella storia dellāumanitĆ : un vero e proprio Olocausto.
Il Guatemala ĆØ un paese minuscolo nel contesto di Abya Yala, ma la sua colonizzazione ĆØ un paradigma significativo per ciò che ha rappresentato lāarrivo degli Europei in tutti i paesi del continente. Tanto più che le sue propaggini, come tentacoli di piovra, in Guatemala arrivano fino ai giorni nostri, condizionando profondamente ancora la vita dei popoli indigeni. Per questo, tratto il tema che mi ĆØ stato dato percorrendo la storia guatemalteca.
Attraverso due istituzioni che si sono sviluppate nei secoli, il colonialismo perfezionò il suo sfruttamento degli indios. Queste due istituzioni furono EL REPARTIMIENTO, il ārepartir las tierrasā, cioĆØ il distribuire le terre tra i conquistadores, e LA ENCOMIENDA, āencomendar los indiosā, cioĆØ affidarli ai conquistadores, perchĆ© questi ultimi li istruissero nella dottrina cristiana, ma questāultimo compito fu sempre unāopera soggiogata con la forza allāinteresse primario, cioĆØ allo sfruttamento degli indios per un maggior bene materiale dei colonizzatori.
In pratica, tutta la legislazione delle āindieā ĆØ stata, sempre e solo, il pretesto, da una parte della Corona spagnola per ricavare più ricchezze possibili dalle colonie, e, dallāaltra, dei conquistadores per spartirsi le terre e gli indios, per schiavizzarli, sfruttando gratuitamente la loro forza lavoro.
La conquista e la successiva colonizzazione sono state un appetito compulsivo e incontrollato su vari fronti e continuano anche oggi ad essere un mito, dietro al quale si affolla troppa gente, mitizzandole sempre di più.
Prendiamone atto, per resistergli e per poter realizzare ciò che Ignacio EllacurĆa, uno dei martiri gesuiti assassinati nel 1989 in Salvador, diceva:
Soltanto nellāutopia e nella speranza, possiamo credere e avere il coraggio di tentare, con tutti i poveri e gli oppressi del mondo, di rovesciare la storia, sovvertirla e lanciarla in unāaltra direzione.