Stop genocidio a gaza
Il nostro impegno al fianco del popolo PalestineseA Gaza, ogni giorno che passa è una ferita aperta. Le immagini, i racconti, i numeri che arrivano da lì non sono solo notizie: sono vite spezzate, infanzie cancellate, madri e padri disperati.
Non possiamo guardarci allo specchio e far finta di nulla.
Sulla Strada nasce per proteggere i più piccoli. Ovunque.
E oggi, anche se siamo lontani, sentiamo il dovere di esserci.
In questi quasi venti mesi di bombardamenti indiscriminati diretti contro i civili nella Striscia di Gaza ci siamo spesso sentiti impotenti. Come singoli, ma anche come associazione che non ha progetti né contatti in quel luogo, così come comunità tutta, ci siamo chiesti cosa potevamo fare per contribuire a porre fine al genocidio in atto della popolazione palestinese.
Non possiamo più assistere a un tale orrore, un capitolo così buio della Storia umana, un fallimento così evidente e catastrofico del diritto internazionale.
La FAME utilizzata come strategia di guerra, gli attacchi diretti deliberatamente sui civili inermi in fila per una manciata di farina, l’assenza di qualsiasi rifugio e la violazione di qualsiasi spazio “sicuro”. Quando si attaccano i bambini, i feriti, gli operatori umanitari, i giornalisti… questo è genocidio. Questo è l’inferno in terra.
Sono 60mila le persone uccise dalle bombe israeliane a Gaza secondo le ultime stime, quasi certamente al ribasso. A queste si devono sommare 120mila feriti, in un paese quasi totalmente privo di ospedali, e due milioni di profughi.
E non bisogna dimenticare le azioni violente condotte in Cisgiordania dai coloni israeliani (spesso protetti dall’esercito di Tel Aviv) o gli sgomberi forzati, le demolizioni di case e la distruzione di attività commerciali nella Striscia di Gaza, a formare un quadro drammatico e inaccettabile.
Di fronte a questo scenario, noi come Sulla Strada abbiamo preso alcune decisioni.
- A partire da oggi e finché non terminerà questo orrore, ogni immagine che pubblicheremo sui nostri canali social porterà una fascetta nera, in segno di lutto. Perché la nostra vita privilegiata va avanti ma non dobbiamo mai dimenticarci di cosa sta accandendo a pochi chilometri da noi, anche con la complicità del nostro governo.
- A fine agosto daremo il via alla nostra consueta Lotteria Solidale e quest’anno abbiamo deciso di devolvere parte del ricavato ai bambini palestinesi attraverso EducAid, un’associazione che continua a lavorare nella Striscia di Gaza per promuovere l’accesso all’istruzione per i bambini e i più vulnerabili.
- Condividiamo articoli, notizie, campagne, petizioni e boicottaggi: ogni piccola azione che noi, come singoli individui e come comunità, possiamo intraprendere per non abbassare la guardia, per dare fastidio, per applicare i principi della nonviolenza attiva che non è rassegnazione ma logorio quotidiano dello status quo.
Ecco dunque qualche spunto su come possiamo agire, insieme.
- Continuiamo a chiedere al governo italiano di fermare l’accordo di cooperazione militare con Israele che viola la legge 185/1990 sull’export di armi italiane. Possiamo inviare una lettera ai nostri parlamentari usando questo fac simile.
- Utilizziamo il boicottaggio come forma di resistenza non violenta: verificate quali aziende sono implicate con Israele nella lista di Don’t Buy Into Occupation e segnalate dalla campagna BDS.
- Firmiamo tutti la campagna “Stop al Genocidio” promossa da Amnesty: per chiedere alla UE di rivedere l’accordo di associazione con Israele, per non sostenere l’occupazione illegale dei territori palestinesi e il massacro a Gaza.
- Informiamoci! È doloroso, lo sappiamo, ma non è più il tempo di guardare dall’altra parte. Dobbiamo conoscere il nostro presente, dobbiamo conoscere la Storia, dobbiamo restare lucidi ma soprattutto dobbiamo restare umani.
- Mai, in nessun caso, dobbiamo permettere che l’accusa di genocidio al governo di estrema destra di Netanyahu debba essere strumentalizzata come antisemitismo. Criticare e condannare duramente le scelte politiche di un governo non ha niente a che fare con l’odio indiscriminato, anzi. Tutto il contrario: è proprio perché professiamo l’amore e la solidarietà tra popoli che promuoviamo il diritto di ciascun popolo a esistere e a farlo in condizioni umane.