Quel maledetto profumo di Natale

Alessandro Carta, volontario che vive nel villaggio La Granadilla in Guatemala, ha condiviso con noi una riflessione di questo periodo che ci prepara al Natale.
Vedere la piccola Stefany lavorare sul tavolaccio di casa, da una parte la polvere da sparo e dall’altra il “lavoretto di Natale” che aveva preparato a scuola, come stanno facendo anche i bambini in Italia, lo ha colpito profondamente.

Quel maledetto profumo di Natale
Quel maledetto profumo di Natale
Quel maledetto profumo di Natale

“Questi scatti voglio chiamarli così perché su questo maledetto tavolo ci sono gli esplosivi, ma anche un piccolo addobbo Natalizio fatto dalle mani di Stefany 9 anni che con le stesse mani prepara kg e kg di esplosivi.

Mentre da noi in Europa ci si prepara per una delle feste più sentite dalla nostra cultura, qui al villaggio aumenta la produzione di petardi e fuochi d’artificio.

Mentre da noi i bambini fanno l’albero di Natale tra pranzi di famiglia, musiche Natalizie e i primi dolci che anticipano quella splendida atmosfera familiare, qui al villaggio anche i più piccoli vengono sfruttati per creare un numero sempre più elevato di “giochi pirotecnici” per soccombere allo scellerato mercato che richiede in maniera insistente questo maledetto prodotto.

Mentre da noi in Europa si inizia, con l’8 dicembre, a sentire il profumo di cibo, alberi appena tagliati che verranno adornati con gli addobbi più eleganti che ostenteremo sui social, qui si sente solo un inebriante e pungente odore di polvere da sparo.

Quella polvere da sparo riempie i volti dei nostri bambini, le mani che la lavorano e i letti degli ospedali in cui finiscono per colpa delle esplosioni di questo maledetto lavoro.

Sì, in questo periodo qui al villaggio inizio a sentire QUEL MALEDETTO PROFUMO DI NATALE.”

Alessandro Carta
Volontario Sulla Strada OdV