I bambini sono specchi

Coltiviamo relazioni positive affinché riflettano pace

Siamo costantemente bombardati da notizie e immagini di guerra. Tuttavia non illudiamoci che sia qualcosa di lontano da noi e dalla nostra vita quotidiana. La guerra non è altro che l’evoluzione di atteggiamenti ostili, perpetrati ogni giorno nei confronti del proprio vicino, di un collega, di un conoscente.

Spesso l’odio è semplice da fomentare nei confronti di chi non la pensa come noi, di chi definiamo come diverso, come qualcosa di distante da noi.

Questo accade perché ci dimentichiamo che siamo tutti diversi, tutti possediamo una meravigliosa peculiarità che ci rende unici, non solo a livello genetico, ma anche di vissuto personale, ambiente circostante, idee e sogni. Nel profondo di questa infinita moltitudine di sfaccettature che ci caratterizzano, c’è qualcosa che ci accomuna tutti: siamo esseri umani che abitano questo meraviglioso pianeta.

Potrebbe sembrare un ragionamento semplice e banale, ma credo che ognuno di noi si renda conto di quanto sia difficile da mettere in pratica ogni giorno, io compresa.

Sono Anna e attualmente lavoro nel Cerro la Granadilla, Guatemala, al progetto Corpi Civili di Pace, il cui obiettivo è di promuovere la nonviolenza nel mondo.

I primi mesi di servizio in Guatemala sono stati difficili, non solo per il fatto di ambientarsi ad un nuovo contesto, ma soprattutto nell’instaurare una relazione con le persone. Siamo tutti esseri umani, questo è chiaro, ma ogni angolo di mondo ha un peculiare meccanismo che regola la socialità.

I primi incontri con i bambini del Cerro la Granadilla sono stati un forte esempio. Quello che io percepivo come una comunicazione violenta e aggressiva nei miei confronti non era altro che una disperata ricerca di attenzioni. Mi ci è voluto tempo per capirlo e per questo devo ringraziare le mie compagne di avventure dei Corpi Civili di Pace, che hanno avuto la pazienza e la tenacia di non respingere questi atteggiamenti, ma di accoglierli, e con dolcezza reindirizzarli verso una relazione positiva, fatta di onestà, rispetto e reciprocità.

È diventato evidente che i bambini semplicemente riflettono un modo di relazionarsi con famiglia e amici autoritario e aggressivo perché purtroppo non conoscevano altro. Questa per me è stata una preziosa lezione che non solo mi ha permesso di avvicinarmi a loro in un rapporto basato su complicità e affetto, ma mi ha anche fatto riflettere sulle modalità di relazione in generale.

Danni Eduardo

Noi esseri umani siamo specchi ed è semplice per noi adattarsi ad un contesto di negatività, dove prevale il lamentarsi, pensare che tutto stia andando per il verso sbagliato e che le persone che ci circondano siano egoiste e vogliono solo fare i propri interessi cercando di approfittarsi del prossimo. Credo che ci voglia coraggio per instaurare relazioni positive, che trasmettono fiducia su di noi, sulla nostra comunità e sul nostro futuro come esseri umani.

Questa è la speranza che ho per i bambini del Cerro la Granadilla e per tutti gli esseri umani: che possano essere contagiati da relazioni positive, e che a loro volta contagino di affetto chi li circonda, moltiplicando un senso di pace e serenità.

Anna Cinelli
Volontaria CCP in Guatemala 2023-2024

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