"Il Decreto Sicurezza viola i Diritti Umani"

Pubblichiamo l’editoriale dell’ultimo Notiziario interno di CIPSI – COORDINAMENTO DI INIZIATIVE POPOLARI DI SOLIDARIETƀ INTERNAZIONALE di cui l’Associazione Sulla Strada ĆØ orgogliosa di far parte.

Gli esperti ONU hanno condannato la bozza di un decreto legge del Ministro dell’Interno Matteo Salvini che prevede ammende a quanti soccorrano migranti e rifugiati in mare e ha sollecitato il governo a bloccarne l’approvazione. ā€œIl diritto alla vita e il principio di non respingimento dovrebbero sempre prevalere sulla legislazione nazionale e su altre misure presumibilmente adottate in nome della sicurezza nazionaleā€, hanno affermato gli esperti indipendenti, che hanno espresso la propria preoccupazione sul decreto in una lettera formale al governo italiano.

All’inizio di maggio Matteo Salvini aveva annunciato la proposta di emanare un decreto per multare le imbarcazioni per ogni persona soccorsa in mare e trasportata in territorio italiano. Anche le licenze di ONG e altre imbarcazioni impegnate nel soccorso dei migranti potrebbero essere revocate o sospese. Gli esperti ONU hanno asserito che, qualora il decreto entrasse in vigore, minaccerebbe seriamente i diritti umani dei migranti, compresi i richiedenti asilo, cosiĢ€ come le vittime di tortura, traffico di esseri umani e altri seri abusi dei diritti umani.
Gli esperti hanno, inoltre, chiesto la revoca di due precedenti direttive che vietano alle navi delle ONG che soccorrono migranti a largo delle coste libiche di accedere ai porti italiani. La seconda in particolare riguarda la nave italiana Mare Jonio per avere aiutato gente in mare.

La dichiarazione che i porti libici siano ā€œin grado di garantire ai migranti un’adeguata assistenza logistica e medicaā€ eĢ€ stata secondo gli esperti particolarmente allarmante, specialmente alla luce dei rapporti secondo cui la guardia costiera libica ha commesso numerose violazioni dei diritti umani, inclusi la collusione con reti di trafficanti e il deliberato affondamento di imbarcazioni.

ā€œSiamo profondamente preoccupati per le accuse mosse alla nave Mare Jonio, che non hanno trovato il riscontro di qualunque competente autoritaĢ€ giudiziale. Crediamo che cioĢ€ rappresenti un ulteriore tentativo politico di criminalizzare gli attori umanitari che svolgono un servizio che salva vite, indispensabile per la tutela di vite umane e dignitaĢ€.ā€ Gli esperti ONU hanno sostenuto che le autoritaĢ€ Italiane non hanno adeguatamente considerato diverse norme internazionali, quali l’articolo 98 della Convenzione ONU sul diritto del mare, relativa al dovere di aiutare chiunque sia in pericolo in mare. ā€œL’articolo 98 eĢ€ considerato diritto consuetudinario, che si applica a tutte le zone marittime e a tutti coloro in pericolo, senza discriminazioni, cosiĢ€ come a tutte le navi, comprese le imbarcazioni private e delle ONG battenti una bandiera nazionaleā€.

Le direttive stigmatizzano i migranti come ā€œpossibili terroristi, trafficanti e contrabbandieriā€ senza fornire prove, hanno spiegato. ā€œSiamo preoccupati che questo tipo di retorica esasperi ulteriormente il clima di odio e xenofobia, come giaĢ€ sottolineato in un’altra lettera alla quale il governo italiano deve ancora dare rispostaā€. Hanno manifestato al governo le proprie preoccupazioni e restano in attesa di una risposta. La lettera eĢ€ stata anche copiata a Libia e Unione Europea.