Fare chiarezza per essere liberi
Sulla Strada si dissocia dalle politiche attuali sullāimmigrazione del nostro governo. Respinge come strumentale il gesto di chi brandisce Vangelo e rosario per giustificare una politica escludente, come gli antichi conquistadores, in America Latina, che brandivano la croce per soggiogare con la spada e la morte coloro che conquistavano. Si forza il Vangelo per farlo diventare a nostra immagine e somiglianza, senza il minimo sospetto che ĆØ il Vangelo stesso a proporci lāesatto contrario.
LāAssociazione Sulla Strada non ĆØ confessionale, ma non dimentica le sue origini: siamo nati dalle acque del Vangelo di Gesù. Lāapporto laico dei tantissimi che in Sulla Strada sono poi confluiti e ci si sono identificati, nel tempo ci ha definito molto meglio.
Il Vangelo continua ad essere la nostra Carta Magna e la strada che ci indica ĆØ il servizio ai più piccoli, ai poveri e agli esclusi della societĆ . Da lƬ partiamo per abbracciare tutti gli altri. Non diremo mai āPrima gli Italianiā, ma sempre āPrima gli Ultimiā.
Nel conformarci alla proposta che vi è contenuta, e andando perciò sempre in direzione dei bassifondi della società , noi abbiamo trovato la gioia di vivere nella gratuità del servizio agli ultimi della società .
Per questo rifiutiamo lāideologia dellāesclusione e del razzismo e ci scandalizziamo profondamente per le accuse di reato contro chi salva gente in mare.
Questo significa chiamare male il bene, e bene il male assoluto.

Noi che siamo stati accolti con riconoscenza dai più poveri in America Latina e poi dagli ultimi in Italia, dove operiamo; noi che siamo stati conquistati dal sorriso contagioso e felice dei bambini, i più piccoli dei poveri, ci dissociamo da una politica che, invece, non soltanto non accoglie, ma addirittura respinge e non soccorre i poveri e i loro figli.
La nostra coscienza, profondamente ferita, non si darĆ pace finchĆ© non torni nel cuore di tutti gli italiani la compassione, la solidarietĆ e il senso dellāaccoglienza, senza se e senza ma. CrediamoĀ fermamente che non si può costruire un mondo migliore senza combattere tutto ciò che si oppone a questo progetto e che ci intralcia nel nostro lavoro.
Il nostro nome ĆØ āSulla Stradaā: sono ventāanni che percorriamo la strada appena descritta e non intendiamo fuoriuscirne.

Lāesercizio della veritĆ ci rende liberi e cosƬ noi andremo avanti leggeri e spediti, servendo sempre i più piccoli, sia quando costruiscono fuochi artificiali in Guatemala, sia quando, terrorizzati, si abbarbicano alle loro mamme mentre il gommone che li sta portando verso lāItalia comincia ad affondare nel Mediterraneo, e non cāĆØ nessuno che li vuole salvare.
